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umbrella

Ombrella, ombrello

Corrisponde al latino umbella (nel senso di umbraculum) forma diminutiva di umbra, ombra.

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Immagine tratta dal libro: A. Cattaneo, “Kib il fanciullo della foresta ed altri racconti”, Firenze, Nemi di C. Cherubini, con illustrazioni di Piero Bernardini.



Ombrello: arnese usato per ripararsi dalla pioggia, costituito essenzialmente da un’asta con impugnatura di vario materiale e variamente conformata secondo l’uso e la moda, e da una copertura di stoffa, formata da triangoli riuniti in modo da assumere, all’apertura, forma di calotta sferica, la quale, per mezzo di stecche (o bacchette) fissate a un anello che scorre lungo l’asta, può essere tenuta aperta e distesa o essere ripiegata e avvolta intorno all’asta stessa.
Ombrello: arnese usato per ripararsi dalla pioggia, costituito essenzialmente da un’asta con impugnatura di vario materiale e variamente conformata secondo l’uso e la moda, e da una copertura di stoffa, formata da triangoli riuniti in modo da assumere, all’apertura, forma di calotta sferica, la quale, per mezzo di stecche (o bacchette) fissate a un anello che scorre lungo l’asta, può essere tenuta aperta e distesa o essere ripiegata e avvolta intorno all’asta stessa.
Ombrello da pioggia (o parapioggia o paracqua)
Piazzale Baracca a Milano, 25 gennaio 1951: due passanti fotografati con impermeabili e ombrelli sotto la pioggia.

Ombrello da pioggia (o parapioggia o paracqua)

Piazzale Baracca a Milano, 25 gennaio 1951: due passanti fotografati con impermeabili e ombrelli sotto la pioggia.

Dal “Giornalino della Domenica”: “La tristezza della pioggia” di RubinoCopertina 20 x 29 cm. Tratta dal “Giornalino della Domenica”, a. III, n. 50, 1908, l’immagine riproduce una tavola a due colori, realizzata da Antonio Rubino e pubblicata come copertina della rivista.

Dal “Giornalino della Domenica”: “La tristezza della pioggia” di Rubino

Copertina 20 x 29 cm. Tratta dal “Giornalino della Domenica”, a. III, n. 50, 1908, l’immagine riproduce una tavola a due colori, realizzata da Antonio Rubino e pubblicata come copertina della rivista.


"First day of school" 1905Filastrocca per quando piovechi sta in casa non si muove:io che in casa divento tetroesco e il tetto mi porto dietro…Un piccolo tetto di stoffa neracon tante stecche messe a raggiera.Oh, che fenomeno simpaticovedere un tetto con il manico!Così me ne vado bello bellofischiettando sotto l’ombrello.Gianni Rodari

"First day of school" 1905

Filastrocca per quando piove
chi sta in casa non si muove:
io che in casa divento tetro
esco e il tetto mi porto dietro…
Un piccolo tetto di stoffa nera
con tante stecche messe a raggiera.
Oh, che fenomeno simpatico
vedere un tetto con il manico!
Così me ne vado bello bello
fischiettando sotto l’ombrello.
Gianni Rodari

Title: After marriageDate Created/Published: c1900.

Title: After marriage
Date Created/Published: c1900.

Non si conosce con precisione né il periodo né il luogo in cui l’ombrello fu inventato. Si pensa derivi dall’oriente. In Cina era associato al culto dell’Imperatore, come oggetto sacro; nell’Egitto dei faraoni era consentito usarlo solo ai nobili; in Giappone proteggeva i samurai ed ora è un vero e proprio simbolo nazionale.
Title: Traffic Cop, Newport - Creator(s): Bain News Service, publisherDate Created/Published: [ca. 1915]

Non si conosce con precisione né il periodo né il luogo in cui l’ombrello fu inventato. Si pensa derivi dall’oriente. In Cina era associato al culto dell’Imperatore, come oggetto sacro; nell’Egitto dei faraoni era consentito usarlo solo ai nobili; in Giappone proteggeva i samurai ed ora è un vero e proprio simbolo nazionale.

Title: Traffic Cop, Newport - Creator(s): Bain News Service, publisher
Date Created/Published: [ca. 1915]

ombrello da sole (o ombrellino o parasole)
1938 in Tibet, Black and white photographs of men

ombrello da sole (o ombrellino o parasole)

1938 in Tibet, Black and white photographs of men

Fino al Settecento l’ombrello (che era costruito in pelle o, successivamente, in tela cerata) è rimasto un oggetto in uso solo fra i nobili e le classi abbienti ed era portato da un servo come distintivo onorifico. Per ripararsi dalla pioggia si usavano mantelli e cappucci.
Berlin 1947 - Black and white photographs of men

Fino al Settecento l’ombrello (che era costruito in pelle o, successivamente, in tela cerata) è rimasto un oggetto in uso solo fra i nobili e le classi abbienti ed era portato da un servo come distintivo onorifico. Per ripararsi dalla pioggia si usavano mantelli e cappucci.

Berlin 1947 - Black and white photographs of men