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il messaggio di fondo è quello della libertà: una portatile può essere usata dovunque, anche in campagna. Quest’ultimo tema diventa centrale nelle campagne pubblicitarie della Valentine, la portatile di colore rosso vivo, inserita in una custodia dello stesso colore, disegnata da Ettore Sottsass. La Valentine esce nel 1969

il messaggio di fondo è quello della libertà: una portatile può essere usata dovunque, anche in campagna.
Quest’ultimo tema diventa centrale nelle campagne pubblicitarie della Valentine, la portatile di colore rosso vivo, inserita in una custodia dello stesso colore, disegnata da Ettore Sottsass. La Valentine esce nel 1969

Nella pubblicità delle macchine per scrivere di uso professionale l’accento si sposta sempre più dall’aspetto estetico a quello funzionale e tecnologico, dal messaggio emozionale a quello razionale. Già nella presentazione della Diaspron, uscita nel 1959, Pintori ricorre a immagini stilizzate dei cinematici della nuova macchina.

Nella pubblicità delle macchine per scrivere di uso professionale l’accento si sposta sempre più dall’aspetto estetico a quello funzionale e tecnologico, dal messaggio emozionale a quello razionale.
Già nella presentazione della Diaspron, uscita nel 1959, Pintori ricorre a immagini stilizzate dei cinematici della nuova macchina.

Nel 1950 la Lexikon 80 esce anche nella versione elettrica, che ne migliora ulteriormente le prestazioni.  Sul finire degli anni ’50, quando la macchina elettrica non sarà più una novità, Giovanni Pintori affiderà alla sola grafica il compito di trasmettere l’idea del motore che rende più agevole la scrittura.

Nel 1950 la Lexikon 80 esce anche nella versione elettrica, che ne migliora ulteriormente le prestazioni.
Sul finire degli anni ’50, quando la macchina elettrica non sarà più una novità, Giovanni Pintori affiderà alla sola grafica il compito di trasmettere l’idea del motore che rende più agevole la scrittura.

Nella gestione dell’azienda si accresce il ruolo di Adriano Olivetti che gradualmente subentra al padre Camillo.  Nel 1935 esce la Studio 42 (conosciuta anche come M2), prima macchina semi-standard, progettata da Ottavio Luzzati, con design degli architetti Figini e Pollini e dal pittore Xanti Schawinsky. La progettazione durò 3 anni. Si caratterizza per le varie colorazioni disponibili: oltre al classico nero, erano disponibili il rosso, il grigio, il marrone, il celeste.

Nella gestione dell’azienda si accresce il ruolo di Adriano Olivetti che gradualmente subentra al padre Camillo.
Nel 1935 esce la Studio 42 (conosciuta anche come M2), prima macchina semi-standard, progettata da Ottavio Luzzati, con design degli architetti Figini e Pollini e dal pittore Xanti Schawinsky. La progettazione durò 3 anni. Si caratterizza per le varie colorazioni disponibili: oltre al classico nero, erano disponibili il rosso, il grigio, il marrone, il celeste.

E’ mutata la forma delle macchine: non più le linee arrotondate della Lexikon 80, ma linee rette, forme squadrate, spigoli vivi. La pubblicità si adegua al nuovo indirizzo: la grafica si ispira al disegno tecnico, scompaiono i fiori, gli uccelli, le forme puramente decorative; anche i messaggi non stimolano l’immaginazione, ma sottolineano in modo razionale le prestazioni e le caratteristiche tecniche dei nuovi prodotti.  C’è poco spazio per suscitare emozioni, reazioni istintive: nella gran parte dei casi la pubblicità non si rivolge al consumatore, ma a un dirigente d’azienda che deve tener conto dei costi, della funzionalità della nuova macchina, della sua adeguatezza alle esigenze del lavoro.

E’ mutata la forma delle macchine: non più le linee arrotondate della Lexikon 80, ma linee rette, forme squadrate, spigoli vivi. La pubblicità si adegua al nuovo indirizzo: la grafica si ispira al disegno tecnico, scompaiono i fiori, gli uccelli, le forme puramente decorative; anche i messaggi non stimolano l’immaginazione, ma sottolineano in modo razionale le prestazioni e le caratteristiche tecniche dei nuovi prodotti.
C’è poco spazio per suscitare emozioni, reazioni istintive: nella gran parte dei casi la pubblicità non si rivolge al consumatore, ma a un dirigente d’azienda che deve tener conto dei costi, della funzionalità della nuova macchina, della sua adeguatezza alle esigenze del lavoro.

Con la Lettera 32, che esce nel 1963, si ritorna, seppure con stile grafico diverso, sul tema dello strumento prezioso per lo studente, della facilità di uso, del trasporto ora agevolato da una comoda custodia.

Con la Lettera 32, che esce nel 1963, si ritorna, seppure con stile grafico diverso, sul tema dello strumento prezioso per lo studente, della facilità di uso, del trasporto ora agevolato da una comoda custodia.

La Lexikon 80 è stata una celebre macchina per scrivere. Fu progettata nel 1949 dall’architetto e designer Marcello Nizzoli assieme all’ingegner Giuseppe Beccio. La primissima versione, uscita nel 1948, era marchiata semplicemente come M80. La Lexikon fu prodotta in circa 780’000 esemplari fino al 1959, quando venne sostituita dalla Diaspron 82. E’ esposta nella collezione permanente di design al Museum of Modern Art di New Yor

La Lexikon 80 è stata una celebre macchina per scrivere. Fu progettata nel 1949 dall’architetto e designer Marcello Nizzoli assieme all’ingegner Giuseppe Beccio. La primissima versione, uscita nel 1948, era marchiata semplicemente come M80. La Lexikon fu prodotta in circa 780’000 esemplari fino al 1959, quando venne sostituita dalla Diaspron 82. E’ esposta nella collezione permanente di design al Museum of Modern Art di New Yor

in questo manifesto realizzato da Marcello Dudovich, un aggraziata figura femminile guarda con evidente compiacimento una macchina per scrivere Olivetti. La figura si staglia nitida su uno sfondo di colore  rosso nel manifesto del 1926. Non occorre un testo, è sufficiente la presenza del logotipo, tanto più che in questi anni l’offerta Olivetti si basa su un solo modello: Olivetti significa macchina per scrivere e macchina per scrivere significa M20.

in questo manifesto realizzato da Marcello Dudovich, un aggraziata figura femminile guarda con evidente compiacimento una macchina per scrivere Olivetti. La figura si staglia nitida su uno sfondo di colore  rosso nel manifesto del 1926. Non occorre un testo, è sufficiente la presenza del logotipo, tanto più che in questi anni l’offerta Olivetti si basa su un solo modello: Olivetti significa macchina per scrivere e macchina per scrivere significa M20.

Olivetti è stata una delle aziende più importanti al mondo nel campo delle macchine per scrivere, da calcolo e dell’elettronica. el 1911 finalmente la Olivetti è in grado di presentare all’Esposizione Universale di Torino il suo prodotto: è la M1, la prima macchina per scrivere italiana. Camillo Olivetti, che ha fondato la società nell’ottobre 1908, affida la realizzazione di un primo manifesto al pittore Teodoro Wolf Ferrari. Siamo nel 1912.

Olivetti è stata una delle aziende più importanti al mondo nel campo delle macchine per scrivere, da calcolo e dell’elettronica. el 1911 finalmente la Olivetti è in grado di presentare all’Esposizione Universale di Torino il suo prodotto: è la M1, la prima macchina per scrivere italiana. Camillo Olivetti, che ha fondato la società nell’ottobre 1908, affida la realizzazione di un primo manifesto al pittore Teodoro Wolf Ferrari. Siamo nel 1912.